FRAMMENTI DI VITA - Il sito letterario di Gianluca Rasile
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.: LE OPERE LETTERARIE DI GIANLUCA RASILE :.

Frammenti di vita (1995-1998)

Ho sempre considerato la poesia come una profonda riflessione sulle principali componenti della nostra vita, cioè sulle cose (spirituali e materiali) che per noi contano maggiormente, e questo oggi mi ha portato alla decisione di scrivere una serie di poesie trattanti, secondo la mia visione del mondo, tutte queste componenti, evidenziando gli aspetti di queste ultime che spesso passano inosservati alla maggior parte della gente.
Quindi questa è una raccolta di poesie che tratta tutte le maggiori componenti della nostra e, in particolar modo, della mia esistenza. Ma perché "Frammenti di vita"?
Una poesia si realizza in uno spazio temporale molto piccolo se lo si paragona a quello vitale di una persona: è un attimo, un piccolo frammento di tempo che riflette la visione della vita di ognuno di noi. I "Frammenti di vita", quindi, sono tutti quegli attimi nei quali sono nate, nascono e nasceranno le poesie, cioè le riflessioni sulle componenti della vita.
Ma "Frammenti di vita" è anche e soprattutto il risultato di una profonda delusione scaturita dall'impatto con la cruda realtà odierna, che ha frantumato la visione della vita che risiedeva nella mia speranza: i frammenti di vita sono i frammenti di un ideale di vita distrutto dalla vita stessa, un ideale che mai più ritroverà la sua originale integrità. Fra il dolore e l'abbandono ad un mondo non voluto, ci sono, comunque, degli attimi di pura felicità e tranquillità, rappresentati dalle uniche componenti che meritano di esistere in questo nostro mondo infame.
Questa raccolta di poesie, come la precedente "Cristina. Un amore irraggiungibile.", è caratterizzata dallo stile della rima alternata a quattro versi (schema ABAB), stile che non ho mai abbandonato e che, con questa raccolta, intendo portare avanti. C'è comunque da dire che una poesia contenuta nella raccolta, cioè "La ragazza baldanzosa", usa lo stile della rima baciata, una novità per quanto riguarda la mia produzione poetica. A differenza della mia precedente raccolta questa non contiene i commenti alle poesie, perché sarete voi stessi a commentarle e, in caso, ad apprezzarle.
Buona lettura.

Gianluca Rasile


"ANNA" 08/06/1995

Mi ritorna in mente
il tuo sguardo furtivo,
quando imponente
su di me lo sentivo.
Erano brevi istanti,
frazioni di secondo,
mi passavi davanti
col respiro profondo.
Non riuscivo a capire
se era pura coincidenza,
potevo soltanto sentire
la mia indifferenza.
Ma di tempo n'è passato
da quei giorni d'estate
e qualcosa è or cambiato
nelle mie giornate:
mi sento come rinato
sapendo che il tuo cuore
nella mia vita ha portato
un magico soffio d'amore.
Un amore intenso e sincero
che non ho mai provato,
non mi sembra vero
che di te mi son innamorato.


"QUALCOSA DI MOLTO IMPORTANTE" 07/09/1995

Noi viviamo la vita senza una ragione,
uno scopo, un senso da dare ai nostri occhi,
quest'esistenza è come una prigione
che si apre nel momento in cui mi tocchi.
Tutti i problemi che circondano la gente,
compreso me medesimo, me stesso,
lo sai non contano più di un niente
quando mi sei vicino, in quest'istante, adesso.
Vorrei che la tua mano mi sfiorasse il viso
e che il tuo corpo mi riscaldi la mente,
vorrei veder nelle tue candide labbra un sorriso,
anche quando il mio io è lo sai imponente.
Il modo con il quale osservi la realtà quotidiana
è sempre per me qualcosa da scoprire, di sincero,
tutto ciò che pensi e che provi ti rende umana,
una persona che merita soltanto l'amore più vero.
Starò sempre al tuo fianco per poterti aiutare
nei momenti difficili nei quali potresti cadere,
sarò colui di cui ciecamente ti potrai fidare,
non ti abbandonerò mai e poi mai, non temere.
Sei l'unica cosa al mondo per la quale morirei,
sei e lo sarai per me qualcosa di molto importante,
se avessi la possibilità anche adesso ti sposerei,
perché so che tu sarai sempre la mia fedele amante.


"LA RAGAZZA BALDANZOSA" 29/05/1997

La ragazza baldanzosa col suo bel seno va
per le vie ormai affollate della sua città,
lasciando scorger dalla sua esil maglietta bianca
quella sua dote che di sicur l'occhio non stanca.
Nei volti dei passanti lascia un poco di stupore,
forse con la speranza di veder nascere un amore:
un amore caldo come l'acqua nel suo bollire,
ma soprattutto un amore che non la faccia soffrire.
La signora baldanzosa col suo bel bimbo va
per le vie ormai affollate della sua città,
lasciando scorger dalla sua giacchetta nera
quella maglietta bianca di cui andava fiera.
Nei volti dei passanti lascia un poco d'apprensione,
per il futuro di suo figlio e per la sua educazione:
un'educazione che lei spera faccia il suo dovuto effetto,
ma soprattutto un'educazione che non si scordi del rispetto.
La vecchietta baldanzosa coi suoi bei ricordi va
per le vie ormai affollate della sua città,
lasciando scorger dal suo pesante cappotto grigio
quella sua giacchetta nera ch'era segno di prestigio.
Nei volti dei passanti lascia un poco di tristezza,
motivata dalla perdita della sua giovane bellezza:
una bellezza che per lei era sfogo di vanità,
ma soprattutto una bellezza che non tornerà.


"LA POESIA" 14/06/1997

Dolci parole d'amore
che ricordano un sentimento,
spesso parole di dolore
che sottolineano un tormento;
molte volte parole al vento
che descrivono le mura,
talvolta parole di spavento
che evidenziano la paura.
Questa è la poesia,
un insieme di sensazioni,
il frutto della fantasia
e delle nostre aspirazioni:
nessuno può trovare
il suo vero significato,
è il nostro modo di pensare
e non può essere provato.


"LA DONNA VIOLATA" 16/06/1997

Urla strazianti
da una strada oscura,
colpi pesanti
sulla fragile creatura.
Lacrime che si confondono
col sangue di una ferita,
vili che con la forza prendono
decisione di quella esile vita.
Nessuno sente niente,
o non vuole sentire?
Il mondo indifferente
la sta facendo morire.
Urla strazianti
da una strada isolata,
l'indifferenza dei passanti
per la donna violata.


"IN UN ANGOLO APPARTATO" 22/06/1997

Cammino per la via
in un pomeriggio soleggiato,
accompagnato dall'allegria
fino all'angolo appartato:
in terra, disteso sul niente,
vedo un ragazzo abbandonato,
dimenticato dalla gente
perché lui è un drogato.
Nella mano ha il simbolo del dolore
che ormai tiene a stento,
nei suoi occhi mancanza d'amore,
la sua immagine fa spavento.
Perché si è ridotto in questo stato?
Mi domando mentre cammino.
Forse nessuno ha mai ascoltato
quell'indifeso bambino.


"IL VUOTO DEI CONTORNI" 26/06/1997

Mi alzo la mattina
convinto di valere qualcosa,
poi vengo punto da una spina,
la spina della mia rosa.
Sicuro del mio valore
proseguo lungo la via,
accusando pian piano il dolore,
il dolore dell'anima mia.
In cosa ho sbagliato?
Ripete la mia mente.
Forse ho sopravvalutato
tutta questa gente:
al di là del mio interiore
c'è il vuoto dei contorni,
trascinerò il mio dolore
per il resto dei miei giorni.


"IL PICCOLO MONDO SOMMERSO" 07/07/1997

Racchiuso fra i vetri luminosi
c'è un piccolo mondo sommerso,
dove i pesci son numerosi
e sembra che nulla han perso.
Mostrano le forme e i colori
a tutto il mondo esteriore,
come instancabili corridori
si muovono per ore ed ore.
La gente che osserva dall'esterno
rimane incantata dal loro essere,
c'è invece chi si mette all'interno
e prova il loro stesso malessere:
i loro occhi fissi e sbarrati
non trasmettono serenità
e i loro colori variegati
non dicono tutta la verità.
Cosa han perso veramente?
Loro non sanno cos'è la povertà!
Questo è quel che pensa la gente,
ma i pesci, intanto, non han più la libertà.


"PREGHIERA ALLA LUNA" 09/07/1997

Oh luna, quanta storia hai visto
scorrere nella tua esistenza,
hai visto nascere e morire Cristo
e l'affiorar della violenza.
Hai visto uccidere molta gente
e insieme a questa i loro amori,
ma a te non è mai importato niente
e ne sei rimasta sempre fuori.
Sei rimasta lì, immobile,
dove Dio ti ha fatto nascere,
sempre con quell'aria nobile,
mitigata nel tuo eterno essere.
E adesso, mentre ti osservo
e ti domando perché son nato,
mi dici che son soltanto un servo
di questo mondo abbandonato.


"IL SOLE" 10/07/1997

Riscalda i nostri cuori
nei freddi giorni invernali,
quando la tristezza dei colori
investe gli ormai spogli viali.
Illumina i nostri volti
nelle limpide giornate,
quando tutti siam distolti
dall'euforia dell'estate.
Nutre le piante e i fiori
con la sua luce vitale,
quando l'appassir degli amori
per molta gente è fatale.
Il sole a noi ha dato
la vita e la speranza,
ma non ha mai colmato
il freddo della mia stanza.


"LA FINE DI TUTTO" 14/07/1997

C'è chi è libero e spensierato,
e chi, invece, è chiuso in se stesso,
c'è chi è felice perché è amato,
e chi, al contrario, è depresso.
C'è chi brucia i miliardi nel gioco,
e chi, invece, non riesce a vivere,
c'è chi nella vita ha sofferto poco,
e chi, al contrario, non riesce a ridere.
C'è un pò di tutto
in questo nostro mondo infame,
c'è chi dalla vita ne esce distrutto
e chi, invece, possiede un reame.
Ma c'è una cosa che ci rende tutti uguali,
è la fine di tutto, quale è la morte,
lei non distingue i buoni dai cattivi ideali,
quando è l'ora chiude soltanto le porte.


"QUEGLI OCCHI MALIZIOSI" 23/07/1997

Spesso, nel nostro girovagare,
incontriamo quegli occhi maliziosi,
immobili, pronti a poter donare
il loro giovane amore in piccole dosi.
Spesso li vediamo tutti riuniti
in circolo davanti a un focherello,
talvolta li vediamo stanchi e impauriti
sotto i squallidi colori di un ombrello.
A quegli occhi maliziosi il mondo
ha assegnato un'etichetta indelebile,
eretta dal disprezzo più profondo
e dal menefreghismo più ignobile.
Ma quegli occhi maliziosi, in realtà,
celano il dolore di una vita perduta,
passata soltanto a vincere la povertà
di chi, la vita, non l'ha mai vissuta.


"AMORE" 24/07/1997

Amore, una raffica di vento
che unisce in eterno due cuori,
il forte acuto di un tormento
che fa imbrunire i colori.
Amore, un battito di speranza
che fa brillare le stelle,
il ritmo di una danza
che fa sudare la pelle.
Amore, il taglio di una ferita
che uccide un brutto ricordo,
un errore delle dita
che fa saltare un accordo.
Amore, un forte bagliore
che acceca ogni violenza,
un sentimento, l'amore,
che fa pesare la sua assenza.


"IL MORTO CHE CAMMINA" 01/08/1997

Mancano ormai poche ore
a quella morte maledetta
e si ode soltanto il rumore
dell'indomabile lancetta:
il passare di ogni secondo
è il morire di una goccia di vita,
la vita di un vagabondo
e della sua anima impaurita.
Vorrebbe in qualche modo fermare
quell'insopportabile ticchettio,
ma sa che nessuno lo potrà aiutare,
neanche il suo bene amato Dio.
In quei momenti prova a rivivere
i bei ricordi della sua vita passata,
quando era in grado di decidere
come voler passare la giornata.
Si pente,
vorrebbe ricominciare tutto,
ma nessuno sente
i lamenti di un uomo distrutto:
mancano ormai pochi minuti
a quella morte maledetta
e il rifiuto di quei sperati aiuti
lo legano alla crudele vendetta.
Ora lungo il corridoio della morte
si ode il rumore di una legge assassina,
che porterà verso un'ingiusta sorte
il morto che cammina.


"IL CULMINE DELLA VIOLENZA" 04/08/1997

Una mina è esplosa
dilaniando un bambino:
un'altra vita corrosa
dal suo infausto destino.
E' scoppiata una bomba
accanto a un ospedale:
un'altra singola tomba
per le vittime del male.
Milioni di innocenti
sono morti per niente,
se ne sono andati
lasciando la loro gente.
Questa è la guerra,
il culmine della violenza,
l'immagine di chi giace in terra
e della sofferenza.


"ESSER LIBERO" 05/08/1997

Esser libero vuol dire
dar sfogo alla nostra gioia,
cercando di impedire
l'avanzare della noia.
Significa poter ammirare
il tramonto dalla cima di un monte,
cercando di apprezzare
l'alito di vento che ci sfiora la fronte.
Esser libero vuol dire
non pensare a niente,
cercando di annerire
tutte le azioni della gente.
Ma soprattutto vuol dire
volare nell'azzurro cielo infinito,
lontani da chi ci fa soffrire
e da chi non ci ha mai capito.


"IL COLORE DELLA PELLE" 05/08/1997

Un ragazzo di colore
siede appoggiato a un muro,
è stanco, ha camminato per ore
senza aver trovato un posto sicuro.
Ripensa alla sua terra lontana
lasciata per cercare la vita
e alla sua famiglia africana
che attende una lettera mai spedita.
Un gruppo di ragazzi
si accorge della sua presenza
e come dei pazzi
danno sfogo alla loro violenza:
calci, pugni e colpi di bastone
su quel fragile ragazzo di colore,
malmenato senza una ragione
e senza aver mostrato il suo valore.
Ora il ragazzo di colore giace
privo di vita accanto a quel muro,
venuto in paese in segno di pace
e uscendo da questo senza un futuro.


"L'UCCELLO E IL CACCIATORE" 08/08/1997

Volava nel cielo, spensierato,
libero, sospinto dal vento,
un uccello dal petto colorato
insieme al suo animo contento.
Si posò sul ramo sporgente
di un alto albero in fiore,
quando, nell'attimo seguente,
arrivò un abile cacciatore.
L'uccello non lo vide arrivare
e dedicò un canto alla sua amata,
che leggera si andò a posare
accanto a lui innamorata.
Il cacciatore, per non farsi vedere,
si appostò disteso sul verde prato
e con in mano il simbolo del potere
iniziò a sparare all'innamorato:
l'uccello fu colpito in pieno petto
e cadde morto su quel verde prato,
ucciso da un proiettile maledetto
che all'amore l'aveva strappato.
La sua amata, dolorante,
era stata leggermente ferita,
ma riuscì a fuggire, nonostante,
aver perso una parte di vita.
Fu allora che decise, convinta,
di costruire un nido dove morì l'amato,
dove i suoi futuri figli, era incinta,
lo avrebbero sicuramente ricordato.


"IN ATTESA DELLA CAMPANELLA" 08/08/1997

Ricordo i tempi passati,
quando, sotto i banchi,
giravano gli esercizi copiati,
quando riempivamo i fogli bianchi.
Ricordo il cancellino
che volava per la stanza,
i canestri a quel cestino
che non erano mai abbastanza.
Ricordo le delusioni
per le interrogazioni sbagliate,
tutte quelle espressioni
che non furono mai terminate.
Ricordo le ore passate
a studiare un argomento,
quando le nostre giornate
ci sembravano un tormento.
Ricordo quando tutti eravamo
in attesa della campanella,
la salvezza, dicevamo,
ma purtroppo non era quella.
Ora tutto questo è finito,
i bei giorni di scuola sono volati,
ricordo quanto avevamo insistito
per abbandonare ciò che siamo stati:
eravamo felici e spensierati
e nessuno se n'era mai accorto,
adesso che siam tutti diplomati
mi accorgo che avevamo torto.


"RANDAGI" 10/08/1997

Vagano come dannati,
soli, in cerca d'affetto,
sono stati abbandonati
senza averglielo detto.
Sotto la pioggia imponente
rovistano tra i rifiuti,
sperando che fra la gente
ci sia qualcuno che li aiuti.
Qualcuno che gli dia da mangiare
e non solo calci e bastone,
qualcuno che possa anche diventare
il loro amorevole padrone.
Ma purtroppo il destino
non è a loro favore,
soltanto un animo bambino
potrebbe donargli un pò d'amore.
Sono nati in un mondo ostile
colmo di insidie e di disagi,
che li chiude in un canile
e che li uccide, randagi.


"IL SENSO DELLA VITA" 19/08/1997

Il senso della vita
è una bella questione,
una corsa infinita
nelle vie della ragione.
Perché esistiamo?
Qual'è la nostra funzione?
Questo ci domandiamo
con fermezza e decisione.
Ma la risposta non esiste,
niente ha senso nella vita,
non vedete che le piste
sono tutte senza uscita?


"LA NATURA CRUDELE" 28/08/1997

Ogni giorno son testimone
della più estrema violenza,
nata senza un briciolo di ragione
da chi nel cuor non ha clemenza.
Sia per l'uomo, evoluzione animale,
che per gli altri abitanti del mondo,
c'è l'esigenza di far del male
per colmare un egoismo profondo.
Forse siam tutti strumenti
di questa natura ostinata,
che ci fa nascer violenti
per sentirsi realizzata?
Il più debole farà posto al più forte,
questa è la legge della natura,
dove impetuosa serpeggia la morte
di chi, degli altri, ha soltanto paura.
La libertà e l'amore fraterno
son, purtroppo, ideali inesistenti,
che rimarranno in eterno
nel cuore di noi uomini perdenti.


"L'ULTIMO RIMEDIO" 02/09/1997

Ormai è tutto inutile,
la corda ha già stroncato
la vita divenuta futile
di quell'uomo disperato.
Ma cosa l'avrà spinto
verso l'ultimo rimedio?
Forse si sentiva vinto
dal suo profondo tedio.
La vita per lui era
divenuta come un peso,
un'indomabile bufera
alla quale lui si è arreso.
Ora riposa in pace
lontano dal suo dolore,
che non l'ha reso capace
di trovare un pò d'amore.


"COSA CI ASPETTERA'?" 04/09/1997

Spesso mi domando
cosa ci aspetterà,
il come e il quando,
e se il bene trionferà.
Ma la risposta la so già.
Mi rimetto a pensare.
Cosa ci aspetterà?
Una guerra nucleare.
No, è impossibile,
sarà il bene a trionfare.
Ma tutto è possibile.
Mi rimetto a pensare.
Cosa ci aspetterà?
E' meglio lasciar stare,
tanto la risposta la so già.


"UNA MANO TESA" 03/10/1997

Soffice e ben salda quella mano tesa,
pronta ad aiutarti in ogni situazione,
una mano che non pesa
l'oro che circonda le persone:
non vuole niente in cambio di un aiuto,
sempre pronta a risollevare il tutto,
una mano che non aspetta un minuto
per ricostruire un rapporto distrutto.
Ce ne vorrebbero tante di queste mani
nel nostro mondo colmo di dolore
per riavvicinare tutti gli animi lontani,
ce ne vorrebbero tante, ma ci manca l'amore.


"IL SENTIMENTO TRADITO" 03/10/1997

Rabbia, sconforto e pentimento
accompagnano l'animo tradito,
preso in giro da un sentimento
che poco prima sembrava infinito.
Era convinto di essere amato
e felice ricambiava il suo ardore,
era convinto che avrebbe passato
tutta la vita accanto al suo amore.
Ma l'ostilità della sorte ha voluto
che il suo sentimento fosse tradito,
ritrovandosi in un posto sperduto
fra le spine di un roseto appassito.


"PENSANDO" 29/10/1997

Mi trovo davanti a uno specchio
che riflette il mio volto, mentre provo
a pensare a quando sarò vecchio
e verrò accantonato dal nuovo:
vedo l'immagine di un uomo triste,
rassegnato al suo profondo dolore,
un uomo che tante ne ha viste
di cose insensate e prive di colore.
Prova a ripensare ai momenti
belli che la vita gli ha offerto,
ma non riesce a scordare i lamenti
di tutte le volte che ha sofferto.
Tra le rughe scorgo scivolare
una lacrima di sconforto,
era bello poter amare...
...non me ne ero mai accorto.


"IL MORMORIO SELVAGGIO" 05/03/1998

A volte, passeggiando tra la gente,
ci sentiamo osservati,
ma continuiamo con aria indifferente
a camminare tranquilli e beati.
Ma lo siamo veramente?
Oppure è soltanto apparenza?
Scivoliamo fra tutta questa gente
senza aver mai capito cosa pensa:
il mormorio selvaggio
è sempre pronto a farsi vivo,
nutrendo il suo coraggio
con il suo finto sguardo schivo.
Aimè, se solo potessero risentire
le loro parole acide e prive di senso,
forse potrebbero intuire
ciò che di loro ora io penso!


"DOLCE SENSAZIONE" 07/05/1998

Provo una dolce sensazione
quando ripenso a mia moglie,
al suo grosso pancione
e alle sue stravaganti voglie.
A quella sera che si accorse
che era arrivato il momento,
a tutte quelle corse
per il lieto evento.
A quella notte infinita
passata in ospedale,
ad attendere la vita
su e giù per le scale.
Che dolce sensazione
ripensare a quei momenti,
riaffiora l'emozione
per i neonati sentimenti.


"FRAMMENTI DI VITA" 08/05/1998

Attimi fuggenti
padri di pura poesia,
causa di giovani tormenti
che il tempo spazza via.
Sono i frammenti di vita,
piloti della nostra storia,
una storia già finita
nel labirinto della memoria.


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